Vento

Sezione 2, lezione 1

Il vento è quello che per la maggior parte del tempo farà muovere la nostra barca.

Vediamo tutto ciò che c’è da sapere:

 

  • Andature: in barca si distinguono numerose andature, ovvero direzioni dalle quali il vento può colpire la nostra imbarcazione. In base all'andatura che stiamo tenendo, dovremo regolare le vele di conseguenza, per permettergli di sfruttare al meglio la spinta generata dalla corrente d’aria che le investe.
    Le andature principali sono:

    • Angolo morto (dove la barca resta ferma, poiché avrà il vento contro): da 0° a 40°circa dritta e sinistra;

    • Bolina (stretta o larga): da 40°circa a 60° circa dritta e sinistra;

    • Traverso: da 60° circa a 100° circa dritta e sinistra;

    • Lasco: da 100° circa a 130° circa dritta e sinistra;

    • Gran lasco: da 130° circa a 170° circa dritta e sinistra;

    • Poppa: da 170° circa a 180° dritta e sinistra.

Esse sono speculari, il che significa che (fatta esclusione per angolo morto e poppa) si ripresentano su entrambi i lati della barca, e sono raggruppate in due grandi categorie: andature montanti (boline) e andature portanti (dal traverso alla poppa). Gli angoli riportati si riferiscono alla direzione del vento reale rispetto alla barca, dove 0° indica la prua e 180° indica la poppa.

Anche il lato della barca colpito dal vento indica un’andatura, se per esempio il vento proviene dalla sinistra della barca, si dirà che la barca si trova “mure a sinistra”, viceversa, qualora il vento provenisse da destra, diremo di trovarci “mure a dritta[1]”. Quando avremo necessità di comunicare l’andatura che stiamo tenendo, dovremo comunicare anche la relativa mure (ad esempio, bolina mure a dritta, traverso mure a sinistra, ecc.), ricordando però che angolo morto e poppa non possiedono mure (staremo quindi tenendo semplicemente la poppa).
Per indicare un lato della barca basandosi sulla direzione del vento, possiamo utilizzare i termini “sopravento” e “sottovento”. Il termine "sopravento" indica il lato della barca colpito per primo dal vento (se per esempio il vento proviene da sinistra, la mure sopravento sarà appunto quella di sinistra, poiché viene colpita per prima dal vento, rispetto alla mure di dritta). Il termine “sottovento”, invece, indica il lato colpito per ultimo dal vento, riprendendo l’esempio fatto prima, con il vento proveniente da sinistra, la mure sottovento sarà quella di dritta.
Per concludere, si utilizzano due termini, “orzare” e “poggiare”, che significano rispettivamente “avvicinare la prua alla direzione del vento” e “allontanare la prua dalla direzione del vento”. Nel capitolo sulla regolazione delle vele vedremo come agire sulla velatura ogni volta che una di queste due azioni viene compiuta.

 

  • Un’altra parte importante riguardante la conoscenza dei venti è il riconoscimento di un vento dipendentemente dalla direzione polare da cui proviene. Lo strumento che ci aiuta nel riconoscimento dei venti è la rosa dei venti, che alcune leggende narrano essere utilizzata addirittura dai Romani. La rosa è posizionata idealmente sull'isola di Zante, e i venti prendono il nome dalla provenienza: in senso orario:

    • Da Nord proviene la Tramontana, così chiamata perché questo vento passa tra i monti: le Alpi;

    • Da Nord-Est proviene il Grecale, proveniente dalla Grecia;

    • Da Est proviene il Levante, così chiamato perché il sole sorge (quindi si leva) a Est;

    • Da Sud-Est proviene lo Scirocco, proveniente dalla Siria;

    • Da Sud proviene l'Ostro o Mezzogiorno, Ostro perché a Sud si trova l'emisfero australe, e Mezzogiorno perché a mezzogiorno appunto, il sole si trova a Sud;

    • Da Sud-Ovest proviene il Libeccio, proveniente dalla Libia;

    • Da Ovest proviene il Ponente, così chiamato perché il sole tramonta (quindi si pone) a Ovest;

    • Da Nord-Ovest proviene il Maestrale, perché proveniente da Roma.

 

  • Vento realeapparente: l’ultimo argomento che toccheremo in questa lezione riguarda il vento reale e il vento apparente. Se ci trovassimo in un luogo chiuso, senza vento reale, e ci mettessimo a correre, sentiremmo una leggera brezza in faccia, nonostante nella stanza non ci siano correnti d’aria, il vento apparente è la corrente d’aria generata dalla nostra velocità, per esempio, quella che fa muovere, in assenza di vento, una bandierina attaccata a una bicicletta in movimento. Le barche a vela sfruttano il vento apparente per generare portanza, tratteremo più a fondo questo argomento nella lezione 7.1.

 

[1] “destra” nel vocabolario nautico.

 

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