Preparare l'uscita

Sezione 2, lezione 3

Eccoci giunti al momento di preparare la nostra uscita, in questo capitolo andremo ad analizzare le operazioni da compiere prima di uscire in barca.

 

Equipaggio:

Ogni membro dell’equipaggio deve (non obbligatoriamente, ma fortemente consigliato) dotarsi di un salvagente, inoltre ognuno dovrà dotarsi della sacca del marinaio, ciò che consigliamo di portare con sé comprende:

  • Occhiali da sole e crema solare;

  • Scarpe da barca (anche quelle in neoprene vanno bene);

  • Guanti mezze dita (anche quelli da ciclista);

  • Borraccia;

  • Qualche cimino (una cima di piccole dimensioni), che potrà tornare utile in svariate situazioni;

  • Un coltello in acciaio inox, qualora dovessimo tagliare in emergenza una cima che mette a rischio la sicurezza della barca o di un membro dell’equipaggio;

  • Un moschettone e un grillo in acciaio inox, che possono sostituire temporaneamente un pezzo danneggiato.

 

Imbarcazione:

iniziare mettendo in chiaro le cime: toglierle dal winch (normalmente sono appunto disposte a formare degli anelli attorno ai due winches) e buttarle sottocoperta, così da mantenere il pozzetto il più libero possibile.

Procedere poi rimuovendo il copri randa, ma senza rimuovere anche il ragno che spesso viene messo per mantenere la vela piegata (il ragno è un elastico che si annoda attorno alla vela per bloccarla sul boma): verrà snodato poco prima della manovra di issata.

A questo punto, se la drizza di randa è attaccata alle draglie (cavi metallici orizzontali usati per reggersi, è buona norma attaccarla lì dopo un’uscita, per non farla sbattere contro l’albero alla minima folata di vento), agganciarla all'angolo di penna della vela, e incocciarla nel

corno di trozza[1], ovvero farla passare in una delle due “corna”, cosicché, cazzando la drizza, essa tiri l’angolo della vela verso il basso anziché verso l’alto, perché appunto dalla testa d’albero la drizza scende fino al corno di trozza, dove è agganciata, per poi risalire verso l’alto fino all'angolo superiore della vela.

Far quindi scendere il motore in acqua (lo si tira su per evitare incrostazioni dovute a flora e fauna marina). Il meccanismo che permette il movimento del motore attorno al suo asse trasversale varia da motore a motore, è quindi opportuno farsi spiegare il funzionamento dal noleggiatore.

Concludere facendo un’ispezione di tutte le dotazioni di sicurezza presenti a bordo, controllare che i giubbotti di salvataggio autogonfiabili non siano scarichi, che i fuochi di segnalazione non siano scaduti e che il kit sia completo, che il segnalatore acustico non sia scarico e che ci sia carburante a sufficienza nella tanica. Consigliamo inoltre di controllare che l’assicurazione non sia scaduta.

Per verificare che il segnalatore acustico non sia scarico è sufficiente agitarlo, se al suo interno si percepisce un liquido, il segnalatore è carico.

Ora che barca ed equipaggio sono pronti per uscire, procedere la prossimo capitolo per capire come affrontare la tappa successiva: il disormeggio.

 

[1] Il corno di trozza è un elemento metallico posizionato in corrispondenza dell’attaccatura del boma all'albero, lo si riconosce perché ricorda appunto la forma di un corno.

 

Crewhale sailing e i suoi collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per danni a oggetti o persone causati dall'applicazione delle tecniche riportate nel corso.

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