Ormeggio e disormeggio

Sezione 3, lezione 1

Ora che la barca è stata preparata a partire, è ora di affrontare la manovra di disormeggio.

Le situazioni che ci si possono presentare davanti sono potenzialmente infinite, una minima variazione del vento, della corrente o di qualunque altro fattore, potrebbe rendere necessario un cambio drastico della manovra pianificata, per questo motivo, in questa sezione ci occuperemo di vedere le regole generali per un disormeggio fatto a regola d’arte.

 

  1. La barca è ora ormeggiata, il motore è stato calato in acqua ed è successivamente stato acceso, bisogna quindi liberare gli ormeggi per poter partire.
    In questa fase è il timoniere che si occupa della manovra, sarà lui a dare il comando ai membri dell’equipaggio perché liberino gli ormeggi, seguendo un ordine ben preciso:
    Per prima cosa bisognerà controllare da dove arriva il vento, questo perché le cime in tensione saranno sempre quelle sopravento, siccome il vento spinge sulla barca. Possiamo quindi liberare da subito le cime sottovento, prima quelle di prua e successivamente un eventuale ormeggio di opposto al pontile. Ora il timoniere darà l’ordine di liberare la cima sopravento verso il pontile, facendola tenere in mano al membro dell’equipaggio addetto, che la libererà solo all'ordine del timoniere, quest’ultimo può ora far liberare la cima sopravento a poppa, ingranare la marcia per uscire dall'ormeggio, e comandare all'uomo a prua di liberare la cima, che griderà poi “LIBERA”, per avvisare il timoniere.

  2. Il timoniere dovrà portare la barca fuori dal porto, se dopo il disormeggio la barca viaggia in retromarcia, è chiaramente necessario raddrizzarla. Dirigersi quindi con la poppa in direzione del vento (questo perché andare nella direzione opposta metterebbe la barca in una situazione in cui il vento preme sulla prua, facendola ruotare insieme alla barca, per potenzialmente farla sbattere contro le altre barche ormeggiate), e sfruttare la prima rientranza per entrare in retromarcia, dare un leggero colpo di motore in marcia avanti per arrestare la barca, e per farle cambiare direzione, quindi abbassare i giri del motore e procedere marcia avanti fino ad uscire dal porto. Se dopo il disormeggio, invece, la barca viaggia già marcia avanti, è sufficiente condurla fino all'uscita del porto.

 

Una volta arrivati all'ormeggio, per ormeggiare la barca, procedere a velocità minima (circa metà della velocità di camminata umana), se il minimo del motore è ancora troppo, metterlo in folle per ridurre la velocità, e dare piccoli colpi di marcia avanti per non fermarsi. L’ormeggio è una fase ancora più critica del disormeggio (è importante ricordare infatti che una barca non può frenare come un’automobile, ma procederà in avanti per inerzia. L’istinto di ingranare la marcia indietro e dare tutto gas per ridurre una velocità troppo elevata, porterà l’effetto opposto: un’elica che ruota troppo velocemente, in casi come questo, comincerà a cavitare[1]).

La dimostrazione di tale manovra è quindi affidata ad istruttori che la spiegheranno direttamente in barca.

[1] Fenomeno consistente nella formazione di cavità sulle pale di un'elica che si muova in un liquido a eccessiva velocità; riduce l'efficienza e provoca corrosioni profonde.

 

Crewhale sailing e i suoi collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per danni a oggetti o persone causati dall'applicazione delle tecniche riportate nel corso.

Engineered & Powered by Davide Dan
All Rights Reserved