Armo e disarmo della velatura

Sezione 5, lezione 3

La manovra che stiamo per descrivere permette di rimuovere le vele qualora dovessero essere sostituite o la barca dovesse essere sottoposta a manutenzione.

È importante sottolineare che la procedura si riferisce al tipo di setup più comune, tuttavia potrebbe variare su alcune imbarcazioni.

Disarmo del fiocco o genoa:

Il fiocco è issato in testa d’albero e inferito nello strallo di prua, è pertanto necessario innanzitutto aprire il grillo che àncora l’angolo di mure della vela (quello alla base dello strallo, sopra al tamburo del rolla fiocco), dopodiché lascare la drizza del fiocco e tirare la vela verso il basso. Arrivata a fine corsa, liberare il grillo che àncora l’angolo di penna della vela (quello che viene issato) dal tamburo rotante a cui è effettivamente annodata la drizza. È buona norma assicurare il tamburo della drizza, per evitare che quest’ultimo salga accidentalmente in testa d’albero, costringendo un manutentore a doverlo recuperare.

Disarmo della randa:

La randa è inferita tramite dei garrocci nell’inferitura dell’albero, e assicurata tramite un elemento scorrevole, legato all'angolo di scotta della vela, all'estremità del boma. La base della vela viene tesa da un cimino detto “tesabase”.

Lascare il tesabase, snodare e liberare tutti i circuiti di borosa, assicurandoli in modo tale da evitare che le cime rientrino nel boma.

Issare la randa fino in testa d’albero, quindi svitare l’elemento (solitamente in plastica bianca o grigia), posizionato in corrispondenza dell’allargamento della canaletta dell’albero. L’apertura verrà così liberata,

permettendo la fuoriuscita dei garrocci.

Ammainare quindi la randa, facendo uscire progressivamente tutti i garrocci dall'apertura. Una volta che l’inferitura della vela è fuoriuscita del tutto, snodare il cimino del tesabase dall'angolo di scotta della vela, e far scorrere l’elemento metallico che tiene la vela in posizione sul boma, dall'estremità di quest’ultimo verso l’albero, per farlo poi fuoriuscire.

Liberare la drizza di randa e assicurarla alle draglie.

Piegatura delle vele:

Per assicurare una miglior conservazione delle vele è opportuno piegarle.

Distenderle quindi in uno spazio ampio e posizionare due uomini alle estremità della base della vela.

Posizionare un ginocchio sull'angolo della vela, una mano a premere ad una distanza di circa 30/40 cm dall'angolo, e la seconda mano ad altri 30/40 cm dalla prima mano, i due uomini quindi, tenendo la vela, avvicinano la mano più lontana dall'angolo, verso l’angolo stesso, creando quindi una piega. Procedere in questo modo per entrambe le vele. Terminata l’operazione, il fiocco potrà essere quindi piegato a metà e poi di nuovo a metà. La randa invece presenta delle stecche in plastica rigida per permetterle di mantenere la forma, e non può essere piegata ulteriormente, se non previa rimozione delle stecche.

L’armo delle vele richiede di seguire i passaggi per il disarmo al contrario e non è quindi necessario spiegarlo.

Vogliamo però precisare che durante il riarmo della randa è importante fare attenzione ad armare bene i circuiti di borosa.

Le borose vengono fatte passare in degli anelli metallici rivettati sotto al boma, la borosa viene fatta passare dall'estremità del boma nella brancarella della vela e viene fatta scendere fino al rispettivo anello del boma (la borosa più bassa viene fatta passare nell'anello più esterno, cioè il più vicino all'estremità del boma, la borosa più alta invece passa nel più interno), dove viene inserita per poi ritornare verso l’alto. Viene quindi fatta una gassa d’amante scorsoia, ovvero attorno alla porzione di borosa che scende verso l’anello. In questo modo, la borosa “abbraccia” il boma, stringendolo non appena viene sottoposta a tensione.

 

Crewhale sailing e i suoi collaboratori non si assumono alcuna responsabilità per danni a oggetti o persone causati dall'applicazione delle tecniche riportate nel corso.

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